Eventi 2018

Nevefest 2018

Torna l’appuntamento sulla neve classico, emozionante e sempre più ricco ci aspetta anche quest’anno a Palus San Marco di Auronzo dal 2 al 4 marzo


Sapori e Tradizioni del Nord Africa 2018 (Longarone Fiere)

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Sabato 28 aprile 2018 a Longarone Fiere Dolomiti si tiene la terza edizione di“ Sapori e tradizioni dell’Africa“ (Padiglione E – Ingresso Nord).
Durante l’evento si tratteranno diversi temi, dall’immigrazione all’integrazione dei giovani di seconda generazione.
Organizzatori dell’evento sono le Associazioni I.P.B.C-Insieme Per il Bene Comune e Uim (unione italiana migranti nel mondo)di Belluno e Treviso che ci tengono a ricordare “il lavoro costante e silenzioso di formazione e di prevenzione portato avanti in questi anni, sopratutto a livello culturale perché crediamo che la cultura e il dialogo possano preservare i giovani da ogni tipo di estremismo, ogni anno organizziamo convegni interculturali e manifestazioni per far conoscere le tradizioni, le usanze e i costumi del mondo arabo sia alla cittadinanza bellunese che ai giovani di seconda generazione rendendoli attivi nell’organizzazione di questi eventi per fargli amare la cultura del dialogo, del rispetto e della conoscenza reciproca”.

Programma

Ore 15:00
Apertura dei vari stand di Enne , Esposizioni di artigianato tradizionale, Quadri artistici, Tenda Beduina, Cavallo con Bardatura araba, costumi tradizionali, Esposizione del tradizionale matrimonio marocchino, musica folcloristica marocchina.

Ore 18:00
Dibattito su tematiche riguardanti l’immigrazione, sull’esempio del Marocco nella regolarizzazione dell’immigrazione, tema che verrà trattato dal prof. Yacine Tanane dell’Università di Rabat esperto di diritto internazionale, Brevi interventi delle autorità locali, del segretario della Uil regionale, del Vescovo della diocesi Belluno-Feltre ed esponenti del mondo islamico italiano che tratteranno il tema dell’educazione e della prevenzione dei giovani di seconda generazione dagli estremismi di stampo religioso. Infine verrà proiettato un breve documentario sulla centenaria pacifica convivenza fra le varie fedi nel Regno del Marocco.

Ore 19:30
Cena multietnica


‘Eid al adha 2018 – Festa del sacrificio

Ieri presso la zona sportiva di Trichiana, com’è consuetudine da ormai diversi anni, si è riunita la comunità musulmana di Belluno per celebrare la ritualità di questo giorno di festa, al termine della quale Mohamed Meraga ha tenuto un discorso al pubblico sull’importanza di questa festività che ricorda la ben nota vicenda tra Abramo e suo figlio Ismaele.

Inoltre cogliendo quest’occasione d’incontro sono state fatte le condoglianze per l’agghiacciante tragedia del ponte Morandi a Genova, ricordando le 43 vittime che sono venute a mancare e i loro cari che stanno attraversando questo doloroso momento di cordoglio.

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Cenni culturali sulla festa dell ‘Eid al adha

Nell’Islam, la ʿīd al-aḍḥā [in arabo عيد الأضحى ‘festa del sacrificio’] è la festa celebrata ogni anno nel mese lunare¹ di Dhu l Hijja, in cui ha luogo il pellegrinaggio canonico, detto hajj. Questa festività ricorda la prova affrontata dal profeta Abramo in procinto d’immolare in sacrificio suo figlio Ismaele (la pace su di loro), e nel momento fatale Dio sostituì il giovane con un agnello. Per questa ricorrenza le famiglie sacrificano come Abramo un’ animale, che può essere soltanto un ovino, un caprino, un bovino o un camelide. La carne viene divisa in tre parti uguali, una delle quali va consumata subito tra i familiari, mentre la seconda va conservata e consumata in seguito e la terza viene destinata ai poveri.

¹ Il calendario islamico si basa su una scansione del tempo puramente lunare, è composto da 12 mesi lunari di 29 o 30 giorni. L’anno, quindi, dura per lo più 354 giorni soltanto e al massimo 355, evento che si verifica circa ogni tre anni.

Giornata del dialogo Cristiano Islamico 2018 Belluno

COME GEMME FUORI STAGIONE

I figli di una famiglia italiana emigrata in Algeria, scavano una buca sotto la recinzione per poter giocare con i bambini al di la della rete che li divide, l’innocenza supera ostacoli e barriere.

Vorrei partire da questa esperienza per descrivere quello che si è vissuto a Col Cumano sabato 27 ottobre 2018 nella giornata dedicata al dialogo interreligioso, cammino che da tempo le comunità cristiana e mussulmana hanno intrapreso e portano avanti con entusiasmo e creatività.

Una giornata piovosa ha accolto i relatori che hanno animato il pomeriggio, introdotti da due simpatici presentatori.

Il Vescovo della diocesi di Belluno – Feltre, Renato Marangoni – aprendo il pomeriggio, esprime di aver accolto come un dono questo cammino di conoscenza intrapreso paragonando il dialogo nato fra le comunità a gemme fuori stagione, fonte coraggiosa di speranza di vita. Dialogo che è andato oltre alle attese, perché ricco di vita e speranza, animato da un ardente desiderio nel cuore di tutti.

Così l’Imam della comunità mussulmana di Belluno, Hassan Frague, che mette in evidenza come questo cammino sia basato su valori di pace, fraternità, amore e desiderio di conoscenza.

Il sindaco di Santa Giustina, presente malgrado l’allerta rossa maltempo e rimasto, per tale motivo, solo il tempo dei saluti iniziali, esprime il pensiero di come il pregiudizio sia dovuto all’ignoranza e ricorda come negli anni ‘70 la nostra comunità fosse molto povera e i migranti tornando in queste terre abbiano trovato un paese diverso e l’abbiano rimodellato e ammodernato secondo quanto appreso dalla loro esperienza vissute in terra straniera.

“oggi dobbiamo avere la capacità di capire che il fenomeno inverso può ulteriormente arricchire con patrimoni di esperienze che provengono da altre conoscenze”, così si esprime.

Interessante e impegnativo l’intervento del prof. Paolo Frizzi del Dipartimento delle Scienze Sociali e Politiche dell’Università di Sophia a Loppiano (Fi), che illustra come sia estremamente necessario un dialogo a 360° per le diverse culture e religioni nella società di oggi. “C’è sempre la tensione alla conoscenza dell’altro per una convivenza orientata alla collaborazione, cioè al mettersi fianco a fianco, a vivere in pace e fraternità.

Bisogna riconoscere di essere una società “multi” (multietnica, multiculturale..) ed attivare un processo che arrivi all’ “inter”, cioè porti alla integrazione interculturale, interreligiosa …

È importante che vi sia diversità, caratteristica di ogni società umana, la diversità e quello che ci fa uniti, non uniformi”.

Simpatico l’intervento del dott. Hamid Zariate,medico di base, Iman ed esperto di dialogo interreligioso. Raccontandoci la sua esperienza di medico in un paese del torinese, mette in evidenza come, dopo le difficoltà iniziali, sia la conoscenza della persona ad abbattere le barriere della diffidenza fino a raggiungere il rispetto dell’altro e l’attenzione alle differenze culturali. Invita tutti a dare continuità al cammino intrapreso a Belluno.

La dott.ssa Patrizia Burigo, vicepresidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, intrattiene con una carrellata di “numeri” che dipingono come le comunità, i paesi, le nazioni siano da sempre soggette a migrazioni da una parte e dall’altra, ancora oggi ci sono tanti migranti per l’Italia e altrettanti che escono dall’Italia verso altri paesi.

Dopo questi bellissimi interventi non sono mancate le esperienze, e qui torniamo a quei due bambini di cui parlavamo all’inizio con la suggestiva e toccante esperienza di una coppia bellunese, Loris e Angela De Cassan, che diversi anni fa, da giovane famiglia ha dovuto affrontare i disagi linguistici e culturali in terre straniere e con pazienza e amore hanno costruito rapporti di serena e rispettosa convivenza.

Segue la storia di Assia Beladi, mussulmana dell’Algeria, arrivata nel nostro paese da 13 anni, che ha trovato nella conoscenza della lingua prima, e delle persone poi, la forza per superare le difficoltà con coraggio e amore.

Toccano il cuore le esperienze portate dalla cooperativa del centro di accoglienza di Feltre mentre ci raccontano di ragazzi che arrivano da varie parti del mondo con culture e anche religioni diverse, e che pur non conoscendo la lingua, non solo italiana ma a volte anche fra di loro, si sforzano positivamente a convivere facendo esperienza di rispetto reciproco, fino a creare relazioni che non esitano a chiamare “di famiglia”

E un’altra toccante esperienza ce la racconta l’associazione dei richiedenti asilo di San Gregorio nelle Alpi, dove ragazzi stranieri sono stati accolti da famiglie della zona. Malgrado alcune diffidenze iniziali i ragazzi si sono impegnati attivamente nelle parrocchie, trasformando quello che all’inizio era solo rispetto alla persona in affetto da parte di tutta la comunità. Poi la presentazione dei ragazzi accolti, con le poche parole di italiano conosciute, ma sufficienti ad aprirci il cuore e ad esprimere tutta la loro gratitudine.

Infine un video sul caro Don Francesco Soccol, scomparso l’estate scorsa e autentico testimone del dialogo: apriva le porte della sua parrocchia a chiunque e seguiva personalmente e concretamente le situazioni di difficoltà, senza distinzione di fede o di cultura: la commozione era palpabile.

La giornata va a concludersi, la pioggia continua a cadere ma nei cuori c’è sole e nei volti solo sorrisi, si continua per chi può con una cena a base di passato di verdura, cous-cous, crostoli e dolci arabi, per continuare nella conoscenza. Nel cuore c’è tanta riconoscenza e gratitudine per questa giornata.

Sono molte le persone da ringraziare, le persone e le associazioni che l’hanno progettata e organizzata, i presentatori, i relatori, il Vescovo, l’Iman, il centro che ci ha ospitato, il Sindaco e tutti i partecipanti.

Grazie!

COME GEMME FUORI STAGIONE


Giornata di lavori sociali a seguito della tragica situazione metereologica che ha attraversato la provincia di Belluno

Questa mattina alle ore 9.00 presso il parcheggio di Lambioi, insieme ai volontari che si sono radunati per aiutare nei lavori necessari alla città, c’erano anche i volontari della comunità Islamica di Belluno.


 

Raccolta fondi Alluvione

La comunità Islamica di Belluno, il 17/11/2018, presso Piazza dei Martiri ha allestito un gazebo per raccogliere fondi da devolvere al Comune di Belluno per aiutare la ricostruzione. Sono stati serviti piatti della tradizione culinaria Marocchina accompagnati dall’immancabile thè alla menta.

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Un momento di preghiera comune presso la comunità Dumia di Feltre

La diocesi di Belluno-Feltre e la comunità musulmana assieme per pregare con i richiedenti asilo. L’incontro di preghiera in programma sabato 15 dicembre alle 17.30 presso la cooperativa Dumia di Feltre vedrà, nella sede della cooperativa, la presenza del Vicario generale don Graziano Dalla Caneva e dell’imam Hassan Frague, per un tempo di vicinanza nella preghiera dei Bellunesi ai migranti, in cui sarà ribadita la necessità di «accogliere, proteggere, promuovere e integrare» le persone migranti: con queste parole papa Francesco ha descritto, in più occasioni, gli atteggiamenti da abbracciare nei confronti di chi è costretto a lasciare la propria terra.

L’iniziativa vede la partecipazione del Movimento dei Focolari e della Comunità musulmana ed è stata caldeggiata dal vescovo Renato Marangoni. L’incontro si svolgerà con tutta semplicità: la lettura del Vangelo della terza domenica di Avvento e di alcuni passi coranici e degli hadith saranno seguiti dal commento dell’imam Frague e di don Dalla Caneva.

Il vescovo Renato ha inviato il seguente messaggio: «Carissimi amici, avevo tanto desiderato e, poi, anche atteso questo incontro di fraternità e di comune preghiera. Una indisposizione fisica non mi permette di essere presente, ma siamo certamente uniti dai sentimenti di reciproca accoglienza e stima che intendiamo coltivare tra noi e porre anche come testimonianza e appello in questo territorio. Alcuni fatti degli ultimi giorni ci addolorano e ci scoraggiano. Ma noi incontrandoci e condividendo i testi sacri delle nostre tradizioni di fede intendiamo suscitare fiducia e operare per il bene di tutti.
La nostra preghiera, in coerenza con la fede da cui scaturisce, ci permette di conoscerci in profondità e di accoglierci con la ricchezza di ciascuno e della sua fede.
Anche noi cristiani, come i nostri fratelli e sorelle mussulmani, siamo stupiti di quanto Dio sia misericordioso. Noi questo lo vogliamo condividere con tutti in questi giorni del Natale in cui celebriamo la nascita di Gesù. Dedichiamoci alle opere della pace in questi giorni! Con un fraterno augurio».

Da parte della comunità musulmana, c’è l’attenzione a ribadire che la religione aiuta a crescere come cittadini e che l’educazione religiosa porta a rispettare il luogo dove il credente si trova a vivere; da parte della comunità cristiana, l’invito è a condividere con i migranti un itinerario di fede, oltre che di solidarietà umana.

I giovani richiedenti asilo ospiti della cooperativa Dumia hanno preparato un canto e anche un momento conviviale.

http://www.chiesabellunofeltre.it/pregare-insieme-cristiani-e-islamici/


 

 

 

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